Quest’opera, la cui prima edizione esce nel 1599 (questa in nostro possesso è del 1720), fu scritta per fare un’accurata confutazione delle arti curiose e vane superstizioni ad utilità dei teologi, dei giureconsulti, dei medici e dei filosofi. Il Cantù nella Storia Universale sottolinea che “è difficile trovare un trattato che con maggior ampiezza raccolga quanto mai fu scritto intorno ai prodigi della natura e dell’immaginazione, molti spiegandone con ragioni allora non comuni, molti ripudiando con retta critica, troppi altri accettando sulla fede di testimoni oculari e di gran savi”. La curiosità del libro, infatti, è la grande quantità di esempi narrati accaduti, curiosità popolari e riferimenti colti: è un poema grandioso!

1546112_948204691877287_2864516838056458024_n

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...